Brutti tempi per Twitter, il social media cinguettante che tanti vip ha coinvolto negli ultimi anni. Sebbene i ricavi siano in crescita, i conti sono ancora in rosso, e gli utenti da qualche tempo non crescono più. Quale sarà la causa? Poco interesse in un social che per natura è meno ludico rispetto a Facebook o ad altri media simili?

In particolare, le perdite nel terzo trimestre sono salite fino a raggiungere i 175,5 milioni di dollari. Sebbene il dato sia in linea con le attese degli analisti, e sebbene i ricavi siano salita del 114% a 361,3 milioni, la crescita degli utenti iscritti al sito rallenta. E anche i dati sugli utenti attivi mensilmente sono poco rassicuranti. Per fare un esempio, gli utenti attivi mensili sono stati 284 milioni, solo il 4,8% in più rispetto al secondo trimestre.

Il dato, sebbene non possa sembrare poi così tragico, è di molto inferiore alle attese degli analisti. Ma il CEO di Twitter Dick Costolo non si scoraggia, e commenta così gli ultimi dati: “Abbiamo registrato un altro trimestre molto robusto. Sono fiducioso nella nostra capacità di costruire il più ampio audience giornaliero nel mondo, nel corso del tempo, rafforzando il core, riducendo le barriere al consumo e costruendo nuove app e servizi”. C’è da considerare anche come una bella fetta dei profili Twitter siano fasulli; o meglio, siano gestiti da bot. Si è calcolato che sono 23 milioni i bot, ovvero gli account “automatici”, software che finge il comportamento di un essere umano e che pubblica tweet e cinguettii in autonomia, senza l’aiuto di nessuno dietro lo schermo.

E’ stato lo stesso Twitter a fornire questi dati sui profili automatici, per correttezza verso gli inserzionisti. Personalmente, credo che il freno ad una crescita di utenti di Twitter sia dovuto anche all’abbandono da parte di molti utenti che, una volta iscritti, si rendono conto che il social non fa per loro.

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