Alla classica sfida fra Davide e Golia, nell’era del web 2.0 un’altra lotta entusiasma l’anima dei cibernauti spettatori: quella di Google+ contro Facebook. La saga è iniziata ormai già più di tre anni fa e, a quanto pare, Big G in questo lasso di tempo non è riuscito a spopolare; ora il colosso di Mountain View cerca di trasferire il bacino d’utenza di Facebook con una nuova arma: le visualizzazioni in Google+.

Visualizzazioni in Google+: arma vincente o…

L’impresa non è certo facile: Facebook ha sicuramente dalla sua sia l’anticipo sui tempi rispetto agli altri social che gli anni di attività (è stata fondata ormai 10 anni fa), due fattori che mettono in crisi chiunque voglia affacciarsi su questo mondo.
L’astuto Google+, novello Davide dei giorni nostri, dopo tempi di carestia, ha pensato bene di darsi all’ingegno e ha proposto una funzione innovativa che nessuno prima aveva mai lanciato: il conteggio delle visualizzazioni sia della pagina che delle fotografie pubblicate.
In sostanza, il proprietario di un account può sapere con certezza quante volte è stato visualizzato il suo profilo e, inutile nasconderlo, gongolare del successo dei suoi contenuti.
Dall’altra parte, gli utenti del social possono visualizzare quante volte la pagina dell’utente è stata visitata: chiunque abbia un account lancia un chiaro messaggio alla comunità su quanto sia grande l’appeal del proprio profilo.

… arma a doppio taglio?

Allora le visualizzazioni in Google+ sono una vera e propria manna dal cielo, verrebbe da dirsi. Non è detto che sia oro tutto quello che luccica: le visualizzazioni possono anche avere un effetto boomerang. Poniamo il caso di una pagina business: un’azienda che si presenti con poche visualizzazioni in Google+ rispetto alle competitors trasmette un segnale di debolezza non solo sui social, ma anche sul mercato di riferimento.
Quindi, le visualizzazioni, arma segreta sfoderata da Google per erodere utenza a Facebook, possono rivelarsi anche un’arma a doppio taglio: chissà quali altre soluzioni BigG tirerà fuori dal proprio cilindro per minare la supremazia di Facebook…

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